Con alcune modifiche rispetto al testo approvato pochi giorni fa a Palazzo Madama, possono ancora essere approvati gli emendamenti che impedirebbero ai presidi delle nostre scuole di continuare ad essere coinvolti dalla giustizia penale in processi a loro carico per la sicurezza degli istituti scolastici da loro diretti, ma per i quali non hanno alcun potere di spesa e margine operativo a livello edilizio. Approvando le modifiche proposte, inoltre, sarebbe finalmente possibile cominciare a pagare i capi d’istituto con stipendi che si possano almeno assimilare ai compensi degli altri dirigenti pubblici.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Nella legge di bilancio, a fronte di un aumento della retribuzione fissa, quella variabile ed accessoria si riduce. Quindi, se tutto va bene, il contratto recupererà la misera cifra di 292 euro; dunque mancano all’appello almeno 2.600 euro. Inoltre, nella manovra, ad oggi è previsto che quelle somme arriveranno ad intervalli di tempo piuttosto lunghi: dall’anno prossimo fino al 2021. È evidente che a queste condizioni non conviene affatto accettare il rinnovo del contratto, mentre potrebbe diventare molto più proficuo rivolgersi al giudice per rivendicare il mal tolto con tanto di interessi. Per questo motivo, è importante inviare la diffida in attesa di una nuova pronuncia della Consulta per interrompere la prescrizione.

 

La Camera dei deputati, intervenendo all’ultimo momento sulla Legge di Stabilità, ha l’ultima occasione per impedire che i dirigenti scolastici continuino ad essere trattati economicamente come degli impiegati, ma a rischiare il carcere per responsabilità non loro: anche in dirittura d’arrivo, infatti, con alcune modifiche rispetto al testo approvato pochi giorni fa a Palazzo Madama, possono ancora essere approvati gli emendamenti Udir che impedirebbero ai presidi delle nostre scuole di continuare ad essere coinvolti dalla giustizia penale in processi a loro carico per la sicurezza degli istituti scolastici da loro diretti, ma per i quali non hanno alcun potere di spesa e margine operativo a livello edilizio. Approvando le modifiche proposte, inoltre, sarebbe finalmente possibile cominciare a pagare i capi d’istituto con stipendi che si possano almeno assimilare ai compensi degli altri dirigenti pubblici.

Il giovane sindacato dei presidi, che in pochi mesi ha raccolto centinaia di deleghe, ricorda che la parità di trattamento tra dirigenti scolastici e i dirigenti dell'area Miur deve avvenire fin da questo contratto e subito, non progressivamente. Basta dire che nel 2015, in base all’Atto di Indirizzo, i dirigenti di Università e Ricerca annualmente guadagnavano 96.216,56 euro, a fronte dei 57.893,28 euro medi dei dirigenti scolastici: la perequazione da colmare è oggi quindi pari a 38.323,28 euro annui, ovvero 2.947,94 al mese.

“Nella legge di bilancio – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, Anief e segretario organizzativo Confedir - a fronte di un aumento della retribuzione fissa, quella variabile ed accessoria si riduce. Quindi, se tutto va bene, il contratto recupererà la misera cifra di 292 euro; dunque mancano all’appello almeno 2.600 euro. Inoltre, nella manovra, ad oggi è previsto che quelle somme arriveranno ad intervalli di tempo piuttosto lunghi: dall’anno prossimo fino al 2021”.

“È evidente che a queste condizioni non conviene affatto accettare il rinnovo del contratto, mentre potrebbe diventare molto più proficuo rivolgersi al giudice per rivendicare il mal tolto con tanto di interessi. Per questo motivo, è importante inviare la diffida in attesa di una nuova pronuncia della Consulta per interrompere la prescrizione”, conclude il sindacalista.

Il sindacato Udir ricorda che ha attivato specifici ricorsi al Giudice del Lavoro: di recente, attraverso il ricorso, è stato riconosciuto, ad esempio, il diritto alla corresponsione della RIA “a tutti gli effetti contrattuali e di legge, ivi compresi quelli relativi alla pensione e alla buonuscita”. Solo per questa mancata “voce” stipendiale, l'ammontare dei risarcimenti decisi dal giudice, comprensivo di arretrati, rivalutazione e interessi legali, arriva anche a 43mila euro a dirigente.

Scarica gli emendamenti Udir ripresentati alla Camera dei deputati, utili a “salvare” i dirigenti scolastici dal carcere e a favore dell’adeguamento stipendiale ai compensi percepiti dai colleghi dell’Area.

Il giovane sindacato, infine, invita tutti i dirigenti scolastici interessati ai seminari sulle Tre R della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni: prossimo appuntamento a Catania. I dirigenti interessati a partecipare possono chiedere informazioni all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

Proposta Emendativa

UDIR, Sindacato dei Dirigenti dell’Istruzione e della Ricerca

Al Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, aggiungere il TITOLO XIII bis “Disposizioni in materia di Istituzioni scolastiche ed educative, coi seguenti articoli.

Tabella UDIR sugli aumenti che dovrebbero essere corrisposti ai dirigenti statali:

disavanzo rispetto agli stanziamenti della Legge di Bilancio 2018 in fase di approvazione

2015

0

1.840

142

4,3

-611

 

2016

156

12

0,36

1.846

142

4,26

-1.690

-130

2017

468

36

1,09

2.015

155

4,66

-1.547

-119

2018

1.508

116

3,48

2.392

184

5,51

-884

-68

-4.732

 

 

 

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