I dirigenti scolastici in possesso dei requisiti e che intendono andare in pensione dal 1° settembre 2018 hanno possibilità di presentare l’istanza entro il prossimo 28 febbraio: la scadenza è stata fissata attraverso il D.M. prot. n. 919 del 23/11/2017 e annessa circolare n. 50436 che hanno fornito le indicazioni sulla presentazione delle domande di cessazione e pensionamento per il personale scolastico.

Udir comunica la volontà di ricorrere contro mancato riconoscimento del Trattamento di Fine Servizio per il biennio 2011/12: il ricorso intende recuperare, nello specifico, l’accertamento del credito del 2,69% per il Tfs negli anni 2011 e 2012. In particolare, attraverso il ricorso si intende autorizzare il versamento figurativo della quota del 2,69% di TFS per raggiungere la quota 9,60% prevista dalla legge per gli anni 2011 e 2012 in cui è stato collocato illegittimamente in regime TFR con aliquota al 6,91%. Tutti coloro che sono interessati ad avere maggiori informazioni su come ricorrere con il sindacato nazionale per recuperare gli importi illegittimamente sottratti possono farlo cliccando su questo link.

 

I dirigenti scolastici in possesso dei requisiti e che intendono andare in pensione dal 1° settembre 2018 hanno possibilità di presentare l’istanza entro il prossimo 28 febbraio: la scadenza è stata fissata attraverso il D.M. prot. n. 919 del 23/11/2017 e annessa circolare n. 50436 che hanno fornito le indicazioni sulla presentazione delle domande di cessazione e pensionamento per il personale scolastico.

Gli interessati, ricorda Orizzonte Scuola, presentano due domande: “una di cessazione dal servizio e un’altra di pensione. Le domande di cessazione si presentano online, tramite il servizio “istanze on line”. Le domande di pensione vanno presentate direttamente all’Inps. Per quel che riguarda i requisiti anagrafici e contributi di accesso alla pensione di vecchiaia sono necessari, sia per gli uomini che per le donne, “66 anni e 7 mesi compiuti entro il 31 agosto 2018 (collocamento d’ufficio) o entro il 31 dicembre 2018 (a domanda); almeno 20 anni di anzianità contributiva”.

Per l’accesso, invece, alla pensione anticipata, di anzianità, è necessario avere accumulato 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per le donne; 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Inoltre, tali requisiti devono essere posseduti entro il 31 dicembre 2018, senza operare alcun arrotondamento. Per coloro che vantano un’anzianità contributiva non inferiore a 40 anni, il vincolo è che debba essere maturata entro il 31 dicembre 2011, indipendentemente dall’età.

Sempre la rivista specializzata, ricorda che “il limite per il collocamento a riposo d’ufficio – 65 anni ai sensi del DPR n. 1092/1973, per i dipendenti dello Stato – non è modificato dall’innalzamento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia. Tale limite è superabile solo per il trattenimento in servizio o per consentire all’interessato di conseguire i requisiti per il diritto a pensione ossia la prima decorrenza utile per accedere alla medesima”.

L’accesso al pensionamento tramite la cosiddetta “Opzione donna” prevede che possano lasciare il servizio “le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari a 57 anni e 7 mesi per le dipendenti. Il trattamento pensionistico avverrà sulla base del calcolo contributivo”. Riguardo, infine, all’Ape sociale si rimane in attesa di “indicazioni, anche alla luce di eventuali interventi normativi sulle cessazioni dal servizio di chi ha avuto il riconoscimento di accesso al medesimo anticipo pensionistico”.

La pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile. La domanda di richiesta della pensione si presenta esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali: web: la richiesta telematica dei servizi è accessibile direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto; telefono: chiamando il Contact Center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, abilitati ad acquisire le domande di prestazioni ed altri servizi per venire incontro alle esigenze di coloro che non dispongono delle necessarie capacità o possibilità di interazione con l’Inps per via telematica; enti di Patronato e intermediari autorizzati dall’Istituto che mettono a disposizione dei cittadini i necessari servizi telematici.

Udir comunica la volontà di ricorrere contro mancato riconoscimento del Trattamento di Fine Servizio per il biennio 2011/12: il ricorso intende recuperare, nello specifico, l’accertamento del credito del 2,69% per il Tfs negli anni 2011 e 2012. In particolare, attraverso il ricorso si intende autorizzare il versamento figurativo della quota del 2,69% di TFS per raggiungere la quota 9,60% prevista dalla legge per gli anni 2011 e 2012 in cui è stato collocato illegittimamente in regime TFR con aliquota al 6,91%.

Tale richiesta scaturisce sia dalla declaratoria di incostituzionalità dell’art. 12, c. 10 della Legge 122/2010, a seguito della sentenza n. 223/2012 della Corte costituzionale, sia dalla Nota MEF dell’8 novembre 2012, n. 157 Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi direzione centrale dei sistemi informativi e dell’innovazione e del Messaggio INPS del 9 novembre 2012, n. 18296, Istituto Nazionale Previdenza Sociale - Direzione Centrale Previdenza - Direzione Centrale Entrate e Posizione Assicurativa.

Tutti coloro che sono interessati ad avere maggiori informazioni su come ricorrere con il sindacato nazionale per recuperare gli importi illegittimamente sottratti possono farlo cliccando su questo link.

Si ricorda che UDIR ha siglato una convenzione con il Centro servizi Cedan, società autorizzata ad erogare, per mezzo della confederazione Cisal, servizi di Caf e patronato. I servizi offerti sono rappresentati dalla compilazione ed elaborazione del modello 730, Isee e ogni pratica di natura fiscale, domande di pensioni, disoccupazione e assistenza previdenziale. Contatta la sede Cedan più vicina a te e visita il nostro sito! Per contattare la sede nazionale scrivi un e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e contatta il numero 091 7098356.

 

 

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