Il calcolo è stato realizzato dal sindacato Udir, a seguito del perdurante malcontento della categoria dei dirigenti scolastici, sempre più trattati come terminale di scarico di infinite responsabilità. Eppure, osserva Udir, le “leve” in mano al dirigente scolastico sono veramente poche: scarsa capacità economica della scuola, impossibilità di una corretta gestione del personale, limitante possibilità di muoversi in autonomia nella realizzazione di innovazione, eccesso di oneri amministrativi ma non dipendenti direttamente dal capo d’istituto (basti pensare alle responsabilità sulla sicurezza degli edifici, sempre di proprietà di provincie e comuni, che in caso di crolli mandano in carcere il preside). A corollario di tutto questo va messa la beffa dei pagamenti a fine mese, quando i dirigenti scolastici si ritrovano in busta paga almeno 30mila euro in meno rispetto agli altri colleghi della PA. Per questi motivi, Udir ha intrapreso una vera e propria crociata in loro difesa e per la tutela della loro dignità professionale, che è composta da strumenti, tutele legali e retribuzione.

Proprio per offrire un percorso continuo di formazione e di crescita professionale, ma anche di consapevolezza come categoria, giorno 19 maggio 2018 Udir ha organizzato un convegno nazionale, nel corso del quale i dirigenti scolastici potranno trovare risposte concrete alle mille e una necessità che ogni giorno li attendono sulla porta della loro scuola: i partecipanti dovranno consegnare al più presto la scheda di adesione.

Marcello Pacifico (presidente Udir): La giornata del dirigente scolastico è fatta di gestione dei rapporti con una serie di stakeholder che farebbero tremare le gambe al più allenato amministratore di impresa. Tra questi, ci sono le famiglie, gli alunni, i rapporti parentali delle famiglie, ma anche gli enti locali, le altre istituzioni scolastiche, tutti gli enti statali che vanno ad incidere sulle scuole, dai comuni alle provincie, passando dalle ragionerie territoriali nonché gli uffici periferici del Miur. Gestire tutta questa serie di rapporti in un mondo sempre più schizofrenico, basti vedere le aggressioni dei genitori ai docenti di questi ultimi tempi, e con un impianto normativo che si arricchisce ogni giorno di normative complesse e sempre più cariche di responsabilità è diventa un’impresa ardua. Nel conto vanno messe poi le difficoltà derivanti dalla inesistente formazione di qualità che i dirigenti scolatici dovrebbero poter trovare a loro disposizione ogni volta che un cambio normativo li interessa direttamente, come nel caso della recente norma sulla privacy.

 

 

Sulla Dirigenza Scolastica gravano oltre 100 adempimenti obbligatori, con un altissimo rischio di sanzioni amministrative e penali in caso di inadempienza. Invece, un equivalente dirigente del Ministero dell’Istruzione, alla pari di molti altri del comparto pubblico, ne ha in carico non più di una quindicina e percependo stipendi molto più alti di quelli impiegatizi dei nostri presidi. Il calcolo è stato realizzato dal sindacato Udir, a seguito del perdurante malcontento della categoria dei dirigenti scolastici, sempre più trattati come terminale di scarico di infinite responsabilità.

Eppure, osserva Udir, le “leve” in mano al dirigente scolastico sono veramente poche: scarsa capacità economica della scuola, impossibilità di una corretta gestione del personale, limitante possibilità di muoversi in autonomia nella realizzazione di innovazione, eccesso di oneri amministrativi ma non dipendenti direttamente dal capo d’istituto (basti pensare alle responsabilità sulla sicurezza degli edifici, sempre di proprietà di provincie e comuni, che in caso di crolli mandano in carcere il preside). A corollario di tutto questo va messa la beffa dei pagamenti a fine mese, quando i dirigenti scolastici si ritrovano in busta paga almeno 30mila euro in meno rispetto agli altri colleghi della PA.

“Tra le miriadi di incombenze in carico ai dirigenti scolastici – spiega Marcello Pacifico, presidente Udir - ne troviamo una che spesso viene sottovalutata ma in realtà è forse la più delicata: la gestione dei rapporti con una serie di stakeholder che farebbero tremare le gambe al più allenato amministratore di impresa. Tra questi, ci sono le famiglie, gli alunni, i rapporti parentali delle famiglie, ma anche gli enti locali, le altre istituzioni scolastiche, tutti gli enti statali che vanno in qualche modo ad incidere sulle scuole, dai comuni alle provincie, passando dalle ragionerie territoriali nonché gli uffici periferici del Miur, come gli Uffici Scolastici Territoriali, gli Ambiti territoriali e altri ancora”.

“Gestire tutta questa serie di rapporti in un mondo sempre più schizofrenico, basti vedere le aggressioni dei genitori ai docenti di questi ultimi tempi, e con un impianto normativo che si arricchisce ogni giorno di normative complesse e sempre più cariche di responsabilità è diventa un’impresa ardua. In contesti territoriali difficili, praticamente è quasi impossibile. Nel conto vanno messe anche le difficoltà derivanti dalla inesistente formazione di qualità che i dirigenti scolatici dovrebbero poter trovare a loro disposizione ogni volta che un cambio normativo li interessa direttamente, come nel caso della recente norma sulla privacy”.

In questo complesso panorama nessuno si mette al fianco del dirigente per garantire un vero supporto, che sia formativo, legale ed amministrativo. È per questo motivo che il nuovo sindacato Udir ha intrapreso una vera e propria crociata in loro difesa e per la tutela della loro dignità professionale che è composta da strumenti, tutele legali e retribuzione. La verità è che le altre organizzazioni sindacali hanno fatto davvero pochi sforzi, ma anche investito poco tempo e risorse economiche per venire incontro alle necessità di chi è a capo delle scuole. Udir, invece, lo vuole fare in modo significativo, anche per garantire una formazione efficace e di qualità, tramite Eurosofia, ente accreditato dal Miur.

Proprio per offrire un percorso continuo di formazione e di crescita professionale, ma anche di consapevolezza come categoria, giorno 19 maggio 2018 UDIR ha organizzato a Palermo un altro importante evento formativo, nel corso del quale i dirigenti scolastici potranno trovare risposte concrete alle mille e una necessità che ogni giorno li attendono sulla porta della loro scuola. Udir invita pertanto gli interessati a partecipare al convegno nazionale in programma a Palermo il 19 maggio: i partecipanti dovranno consegnare al più presto la scheda di adesione.

 

 

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