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ROMA, 17 DIC - Le nuove norme sull'accompagnamento dei minori di 14 anni previste dalla legge di conversione del cosiddetto decreto legge fiscale e approvate in via definitiva, che sanciscono l'uscita degli allievi dai locali scolastici esonerando da ogni responsabilità il personale della scuola, a partire dal capo d'istituto, "erano divenute indispensabili dopo lo scalpore conseguito alla recente pronuncia della Cassazione che ha condannato un capo d'istituto e l'insegnante dell'ultima ora di lezione a seguito della morte di un alunno toscano subito dopo l'uscita dal suo istituto". A sostenerlo è il sindacato Udir. Dice Marcello Pacifico, presidente Udir: "La nostra azione è stata martellante ed efficace. Siamo sempre stati convinti della necessità di questo provvedimento: il personale non può prendersi delle responsabilità anche al di fuori delle mura scolastiche. In questo modo, si consentirà ai genitori di scegliere se andare o meno a riprendere a scuola i figli con meno di 14 anni. Sgravando le scuole, anche in presenza di un servizio di trasporto scolastico, da eventuali responsabilità penali derivanti da possibili incidenti o problemi sopraggiunti fuori dall'edificio scolastico. Perché, lo ribadiamo, la scuola non è un albergo e la 'culpa in vigilando' vale solo in orario didattico". D'ora in poi i genitori delle ragazze e dei ragazzi minori di 14 anni potranno legittimamente autorizzare le scuole frequentate dai propri figli a consentirne l'uscita autonoma dai locali scolastici al termine dell'orario delle lezioni, in considerazione dell'etaà, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell'ambito di un processo di autoresponsabilizzazione. Il rilascio dell'autorizzazione da parte della famiglia avrà l'effetto di esonerare il personale scolastico dalla responsabilità connessa all'adempimento dell'obbligo di vigilanza. (ANSA)

 

La Nota prot. 2379 del 12 dicembre, applicativa dell'art. 19 bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito nella legge del 4 dicembre 2017, n. 172, sancisce l’uscita degli allievi dai locali scolastici anche al di sotto di una certa età, esonerando da ogni responsabilità il personale della scuola, a partire dal capo d’istituto, e il gestore del servizio di trasporto nelle fasi di salita e di discesa e nel tempo di sosta alle fermate. L’approvazione della norma era divenuta inevitabile dopo lo scalpore conseguito alla recente pronuncia della Cassazione che ha condannato un capo d’istituto e l’insegnante dell’ultima ora di lezione a seguito della morte di un alunno toscano subito dopo l’uscita dal suo istituto.

Marcello Pacifico (presidente Udir): La nostra azione è stata martellante ed efficace. Siamo sempre stati convinti della necessità di questo provvedimento: il personale non può prendersi delle responsabilità anche al di fuori delle mura scolastiche. In questo modo, si consentirà ai genitori di scegliere se andare o meno a riprendere a scuola i figli con meno di 14 anni. Sgravando le scuole, anche in presenza di un servizio di trasporto scolastico, da eventuali responsabilità penali derivanti da possibili incidenti o problemi sopraggiunti fuori dall’edificio scolastico. Perché, lo ribadiamo, la scuola non è un albergo e la ‘culpa in vigilando’ vale solo in orario didattico.

 

ROMA, 16 DIC - Sicurezza scuole, tutto rimane come prima e i presidi saranno costretti a chiuderle: a sostenerlo è il sindacato Anief-Udir il quale rende noto che alla Camera il vice-presidente della commissione Lavoro Walter Rizzetto (FdI) ha presentato un emendamento Udir, ma le commissioni lo hanno bocciato. "Questo è l'ultimo appello del giovane sindacato dei presidi al Governo: se la modifica sarà bocciata anche nella legge di bilancio, inviteremo i dirigenti scolastici a chiudere le scuole non in sicurezza. Non possiamo - scrivono i dirigenti sindacali - permettere che siano arrestati quando non sono nelle condizioni di esercitare il ruolo di datore di lavoro. Né possono essere incarcerati non avendo i poteri di spesa". Per Marcello Pacifico, presidente di Anief-Udir, "l'emendamento che è stato proposto permetterebbe ai nostri dirigenti scolastici di svolgere il loro lavoro, senza più sobbarcarsi errori non propri. Altrimenti, se c'è un terremoto, la scuola chiuda, se sta per crollare un solaio la scuola resti chiusa. Secondo il nostro centro studi non esiste scuola sicura, altro che scuole belle. Perché la metà degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1971 e le possibilità che non siano in piena sicurezza sono altissime". (ANSA).

 

Alla Camera il vice-presidente della commissione Lavoro Walter Rizzetto (FdI) presenta emendamento UDIR, ma le commissioni lo bocciano. Ultimo appello del giovane sindacato dei presidi al Governo: se la modifica sarà bocciata anche nella legge di bilancio, inviteremo i dirigenti scolastici a chiudere le scuole non in sicurezza. Non possiamo permettere che siano arrestati quando non sono nelle condizioni di esercitare il ruolo di datore di lavoro. Né possono essere incarcerati non avendo i poteri di spesa.

Marcello Pacifico (presidente Udir): L’emendamento che è stato proposto permetterebbe ai nostri dirigenti scolastici di svolgere il loro lavoro, senza più sobbarcarsi errori non propri. Altrimenti, se c’è un terremoto, la scuola chiuda, se sta per crollare un solaio la scuola resti chiusa. Secondo il nostro centro studi non esiste scuola sicura, altro che scuole belle. Perché la metà degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1971 e le possibilità che non siano in piena sicurezza sono altissime.

 

Udir, il giovane sindacato dei Dirigenti Scolastici, predispone il ricorso per sbloccare l'indennità di vacanza contrattuale e mette a disposizione una specifica diffida elaborata dal proprio Ufficio Legale propedeutica all'azione legale. Il ricorso si propone un recupero di 4.470 euro di arretrati e l'aumento di 184 Euro mensili a regime nel 2018.

 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto la revoca della somma di 765.903,80 euro, relativa alle annualità 2012-2013, già assegnata alle regioni Molise e Sardegna e ha predisposto che venga riassegnata a favore delle Regioni Abruzzo, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, al fine di attuare interventi da realizzarsi con le medesime finalità di cui all’art. 2, comma 276, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, mediante appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Per il sindacato, in una condizione come la nostra, dove gli edifici versano in condizioni disastrose, con presidi costretti a sobbarcarsi oneri e colpe non loro, non serve un balletto di cifre da una Regione all’altra.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Non basta certo spostare delle risorse da una Regione all’altra per porre fine ai disastri delle nostre scuole; occorrono stanziamenti reali, per tutti gli istituti di tutte le regioni, visto che la metà di essi sono stati costruiti prima del 1971. Bisogna adottare con urgenza norme ad hoc, per evitare che succedano episodi spiacevoli, per tutti coloro che vivono le scuole, a cominciare dagli studenti, senza dimenticare i presidi che rischiano di finire in carcere per responsabilità certo non di loro competenza.

Il giovane sindacato dei presidi tenta in extremis di introdurre delle modifiche che permetterebbero ai nostri presidi di svolgere il lavoro senza colpevolezze non loro ed equiparandoli finalmente ai colleghi dell’area dirigenziale. In mancanza di una risposta, sarà inevitabile ricorrere in tribunale. A questo proposito, Udir ricorda che ha attivato specifici ricorsi al Giudice del Lavoro.

 

Il curioso invito al personale dirigenziale scolastico arriva dopo le ‎diffide messe a disposizione dal nostro studio legale per ottenere dal 1° settembre 2015 la perequazione esterna della parte fissa della retribuzione di risultato. Quasi 12 mila euro all'anno di arretrati al netto dei progressivi aumenti previsti dal solo 2018.

La responsabile della Cgil invita a non ricorrere 

Udir, il giovane sindacato dei Dirigenti Scolastici invita tutti gli interessati, dirigenti scolastici in servizio o in pensione, a ricorrere gratuitamente per ottenere la perequazione esterna, ovvero la corresponsione integrale e a partire dal 1° settembre 2015 del differenziale della parte fissa della retribuzione di posizione tra i dirigenti dell'ex area VII e dell'ex area V. Possibile recuperare fino a 43mila Euro nel quinquennio.

 

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