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Come da Dpcm, le scuole secondarie sono tenute a garantire almeno il 75% di Didattica a distanza. Se i dirigenti scolastici nei mesi scorsi si sono spesi per acquistare banchi, cercare di adeguare gli spazi e il personale al protocollo sulla sicurezza, ora, per le forti mancanze strutturali anche nei trasporti, si può chiudere l'istituto almeno fino al 23 novembre. Per Udir la scelta è sensata: “Adesso possibile disporne la chiusura se si riesce ad assicurare la didattica a distanza”

Rinviata al 15 ottobre 2020 l’udienza pubblicasull’appello avverso le sentenze del Tar Lazio di annullamento di tutta la procedura concorsuale, dopo le misure cautelari sospensive ottenute dall’avv. Galleano di Udir la scorsa estate in Consiglio di Stato. L’udienza, inizialmente prevista per il 12 marzo 2020, fu rinviata al 15 ottobre 2020 causa Covid-19

 

Dall'inizio dell'anno scolastico al 3 ottobre sono stati 2.348 gli studenti risultati positivi al Covid, 402 i professori, 144 gli operatori ata e il personale non docente. I numeri li ha forniti lo stesso ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina. "I casi di positività al virus ci sono e ci saranno, è inevitabile - ha detto la titolare del ministero di viale Trastevere - ma le misure che abbiamo introdotto ci permettono di individuarli tempestivamente, compresi i casi asintomatici che altrimenti potrebbero sfuggire al controllo". I contagi aumentano e con loro l'ansia e la preoccupazione di genitori, docenti, presidi. Solo una minoranza, però, auspica un ritorno alla didattica a distanza: la presenza, la socialità, il rapporto umano, sono considerati da tutti troppo importanti per la crescita di bambini e ragazzi. Un richiamo, quello alla necessità di mantenere aperte le scuole - oltre alle fabbriche e agli uffici - che implica una maggiore responsabilità dei singoli, come ha sottolineato il capo dello Stato, Sergio Mattarella, oggi a colloquio al Quirinale con la presidente greca Katerina Sakellaropoulou. Fino al 26 settembre scorso erano quasi 2.000 in tutto i contagiati nella scuola, tra docenti, studenti e bidelli: i numeri sono purtroppo in rapido aumento, dal nord al sud d'Italia. "Le situazioni di difficoltà delle scuole sono in crescita sensibile. Sono giornate piene di richieste preoccupate da parte del personale, delle famiglie in una confusione di messaggi contraddittori che aumentano i sospetti", dice Pino Turi che guida la Uil Scuola e che chiede al ministero dell'Istruzione di fornire, con una periodicità fissa, i numeri del monitoraggio che è stato attivato nelle scuole per fornire dati in tempo reale. I dirigenti scolastici, con l'aumento dei casi e degli istituti coinvolti, sono anche preoccupati che eventuali responsabilità ricadano su di loro. Lo scudo penale che avevano chiesto e che era stato previsto da un emendamento, non è mai stato introdotto. Il sindacato Udir minaccia lo sciopero: "I contagi tra i giovani stanno salendo e la situazione all'interno degli Istituti rischia di diventare ingestibile. Il Governo deve intervenire con una norma chiara nella prossima legge di bilancio entro fine mese", dice Marcello Pacifico, presidente del sindacato