Si comunica che a seguito dell'emergenza Nazionale COVID-19 e le misure restrittive per il contenimento del contagio ai sensi del DCPM 9 marzo 2020

La segreteria nazionale sarà chiusa al pubblico.

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La situazione non migliora e la sospensione delle attività didattiche non sembra la soluzione più idonea ad arrestare il panico né tantomeno a fermare il circolo vizioso dei contagi. E la stampa nazionale, sul pezzo e pronta a interpellare esperti del settore, parla di picco ancora in arrivo. Marcello Pacifico (Udir): “Prevediamo misure davvero adatte, pensiamo al lavoro agile anche per i dirigenti scolastici. Sono necessarie precauzioni ad hoc per evitare timori e ulteriori contagi”

"Alla fine il governo ha fatto la cosa più logica: dinanzi alla prospettiva di estensione eccessiva del contagio da coronavirus, per evitare il pericolo concreto che si allarghi a macchia d'olio, viene deciso di chiudere le scuole per almeno dieci giorni". Lo sottolinea Anief-Udir sottolineando che trova spazio, dunque, la richiesta dello stesso sindacato, "formulata nei giorni scorsi con una lettera ufficiale ed inviata ai titolari del governo, dei ministeri dell'Istruzione e dell'Università, con la quale si chiedeva di sospendere ai fini precauzionali, tutte le attività presso le istituzioni scolastiche, gli atenei, enti di ricerca, conservatori e accademie per almeno due settimane', senza precludere la validità dell'anno scolastico"

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato dei dd.ss. fa sentire la propria voce: “Bisogna scongiurare qualsiasi rischio anche per i presidi”

Pacifico (presidente Udir e Anief): lo abbiamo chiesto da tempo, sarebbe opportuno iniziare con una settimana di sospensione e poi valutare se estenderla fino alle vacanze pasquali. Siamo disponibili a partecipare a un incontro urgente per affrontare questo serio problema