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Anche altri sindacati sciopereranno il 17 maggio. Udir disapprova l’accordo raggiunto e va avanti verso la protesta. Marcello Pacifico (Udir): Confermiamo la mobilitazione perché non è stato fatto nessun passo indietro rispetto alle impronte digitali e alle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei DS, misura che reputiamo offensiva e totalmente priva di senso. Non è giunto nemmeno un arresto sul salario accessorio senza valutazione o ancora sull'obbligo della dimora nella sede di servizio presente nel decreto concretezza. Inoltre, il FUN per l'a.s. 2017/2018 risulta privo della RIA dei presidi andati in quiescenza, mentre è assente ancora la perequazione esterna con gli altri dirigenti dal 2016. In ultimo, a non farci desistere dall’intento, l’evidente e progressivo taglio delle risorse per l’istruzione registrato nel DEF

Dopo l'accordo tra il ministero dell'Istruzione e sindacati confederali, confermano lo sciopero del 17 maggio Cobas, Unicobas, Anief, Cub, e il sindacato Udir dei presidi

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Si comunica che la segreteria nazionale rimarrà chiusa in occasione delle festività venerdì 26 aprile. Le attività riprenderanno normalmente lunedì 29.

Cogliamo l'occasione per augurare a tutti buone feste.

Il vago riferimento al recupero della dignità dei presidi nell'accordo raggiunto tra governo e sindacati è persino offensivo senza alcun proposta concreta come lo stop alle impronte digitali o al salario accessorio senza valutazione o ancora all'obbligo della dimora nella sede di servizio previsti da decreto concretezza e di riforma della PA. Per non parlare del FUN ancora per l'a.s. 2017/2018 privo della RIA dei presidi andati in quiescenza o della mancata perequazione interna con le altre aree della dirigenza dal 2016. Inoltre, a dispetto di quanto detto sul recupero dei salari, rimane nel DEF un taglio progressivo dei soldi per la scuola di cui non si può più tacere.